PRP capelli

PRP si sta rivelando una delle metodiche più efficaci per curare i capelli e impiegato con successo da molti centri in tutto il mondo.

Il PRP HT (Platelet Rich Plasma Hair Therapy) è in grado di fornire lo stimolo di attivazione in quanto alcuni dei fattori di crescita che contiene sono il segnale fisiologico per indurre le cellule staminali a rientrare nel ciclo cellulare e replicarsi. Le staminali attive del follicolo possono tornare a svolgere la loro funzione e ripristinare il ciclo fisiologico di crescita del capello.

La PRP capelli può essere una valida alternativa al trapianto in quanto la metodica è indicata in tutti gli stadi di alopecia androgenetica, sia maschile che femminile.

L’Alopecia androgenetica è la tipologia più comune di calvizie, che può riguardare gli uomini ma anche le donne. A differenza di lui, che vede cominciare a sfoltirsi i capelli a partire dall’attaccatura alle tempie e al centro della testa, lei normalmente può notare un diradamento diffuso su tutta la parte alta della chioma, anche se non arriva quasi mai a una calvizie totale.

Secondo alcune stime il fenomeno potrebbe riguardare il 70 per cento degli uomini e sino al 40 per cento per cento delle donne dopo i 50 anni, in maniera più o meno seria e soprattutto per quanto riguarda lei, spesso con ripercussioni psicologiche importanti.

Le cause vanno attribuite di solito a una predisposizione ereditaria, unita a una eccessiva sensibilità del capello, oppure a un eccesso di ormoni maschili, in particolare un androgeno chiamato diidrotestosterone (DHT).

Gli ormoni maschili, prodotti anche dall’organismo fermminile, sia pure in misura minore, hanno nella donna una funzione importante, in particolare per ciò che riguarda il desiderio sessuale e, appunto, la crescita dei capelli. Gravidanza e pre menopausa possono essere fattori scatenanti del diradamento dei capelli; esistono poi correlazioni anche con l’ovaio policistico e il sovrappeso.

La procedura PRP per i capelli

Lo specialista, dermatologo o medico estetico, preleva circa 20 cc di sangue, la stessa quantità di un normale prelievo ematico, raccolti in quattro provette sterili e monouso. Il sangue utilizzato è quindi quello del paziente e non entra a contatto con lo strumento, l’ambiente esterno e nemmeno con l’operatore.

Le provette vengono poi inserite in una centrifuga. «Al termine, il sangue si presenta separato in due parti una con i globuli rossi e bianchi, l’altra con il plasma, ricco di fattori di crescita e piastrine: proprio quest’ultima, aspirata in una normale siringa, viene applicata su tutto il tuo cuoio capelluto con aghi molto sottili.

L’intero trattamento dura circa mezz’ora e si svolge sotto gli occhi del paziente, non è particolarmente doloroso ma può essere effettuata una anestesia a richiesta e non richiede giorni di assenza dalla vita lavorativa o sociale: subito dopo il paziente può ritornare alla sue abituali attività. Il PRP, che si dovrà ripetere tre volte a distanza di un mese da una seduta all’altra, non ha nessun rischio né effetti collaterali né, visto che viene usato il sangue del paziente, esistono possibilità di rigetto o rischi infettivi.

Viene sconsigliato solo in gravidanza, allattamento o in corso di processi infettivi. Può essere utile ripetere una seduta a distanza di 6-8 mesi, valutando in seguito con lo specialista l’andamento della risposta. La PRP capelli é impiegata con successo anche nei casi di alopecia areata a chiazze e nei soggetti già sottoposti ad autotrapianto di bulbi del follicolo pilifero, per migliorare il risultato chirurgico.

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